Farmacia Siclari

Farmacia Siclari Farmacia Siclari

Venite a conoscere il nostro nuovo punto vendita. Parafarmacia Piedigrotta Pizzo Calabro, difronte sito Piedigrotta
21/04/2026

Venite a conoscere il nostro nuovo punto vendita. Parafarmacia Piedigrotta Pizzo Calabro, difronte sito Piedigrotta

21/04/2026

Gli spaghetti non li portò Marco Polo. Li facevano già in Sicilia 141 anni prima che lui tornasse dalla Cina.

E c'è un documento scritto che lo prova.

Nel 1154, il geografo arabo Al-Idrisi completò il suo «Libro di Ruggero» — un'opera enciclopedica commissionata dal re normanno Ruggero II di Sicilia. Un lavoro da 15 anni, prodotto alla corte più cosmopolita d'Europa.

In quel testo, Al-Idrisi descrive quello che accade a Trabia, un borgo costiero a 30 km da Palermo. Non un villaggio qualunque: un centro di produzione.

Nome del prodotto: itrya. Pasta secca filamentosa, lunga, essiccata. Precursore diretto degli spaghetti.

Non era artigianato domestico. I mulini arabi della Sicilia normanna macinano il grano duro in quantità industriali. La pasta viene prodotta, confezionata e caricata sulle navi. Il Mediterraneo intero è il mercato: dall'Africa del Nord alle coste levantine, l'itrya siciliana arriva via mare.

Tutto questo nel 1154.

Marco Polo tornò dalla Cina nel 1295. Centoquarantuno anni dopo.

Eppure il mito resiste. «Gli spaghetti li ha portati Marco Polo dalla Cina.» Una storia ripetuta nelle scuole, nelle cucine, nei documentari — senza una sola fonte che la sostenga. La fonte esiste, ma racconta l'opposto: un geografo arabo, un re normanno, un borgo siciliano, e una fabbrica di pasta che già esportava in tutto il Mediterraneo mentre in Europa il Medioevo era nel pieno.

La Sicilia normanna era il crocevia tra mondo arabo, bizantino e latino. I mulini a vento introdotti dagli arabi permettevano di macinare il grano duro su scala mai vista prima. La pasta secca — che si conserva a lungo, si trasporta senza problemi, non richiede refrigerazione — era il prodotto perfetto per i commerci marittimi medievali.

Trabia non era un'eccezione. Era il simbolo di un sistema.

Gli spaghetti sono siciliani. La ricetta è arabo-normanna. Il documento ha 870 anni. Marco Polo non c'entra niente.

In breve:
Nel 1154 a Trabia (30 km da Palermo) si produceva già pasta secca filamentosa chiamata itrya, documentata da Al-Idrisi nel Libro di Ruggero
Il prodotto veniva esportato via nave in tutto il Mediterraneo grazie ai mulini arabi della Sicilia normanna
Marco Polo tornò dalla Cina nel 1295: 141 anni dopo quella descrizione — il mito che abbia portato la pasta in Italia non ha alcuna fonte storica

21/04/2026
05/04/2026

Il DNA dei sardi è fermo a 10.000 anni fa. Letteralmente.

Mentre tutta l'Europa veniva rimescolata da migrazioni, invasioni e dominazioni, la Sardegna è rimasta geneticamente congelata. I sardi moderni assomigliano ai primi agricoltori arrivati dall'Anatolia più di quanto assomiglino ai loro vicini italiani del continente.

Una ricerca coordinata dall'Università di Pavia e dall'IRGB-CNR ha analizzato il DNA mitocondriale di 3.491 sardi moderni e 21 sardi antichi, confrontandolo con un database di oltre 50.000 genomi mondiali. Il risultato è netto: circa l'80% del DNA mitocondriale sardo appartiene ad aplogruppi presenti esclusivamente in Sardegna — non riscontrabili in nessun altro angolo d'Europa.

Non è folklore. È biologia.

Qui arriva la parte che spezza il cervello: quei lineaggi genetici esclusivi non sono comparsi ieri. Risalgono al periodo Nuragico, al Neolitico, e alcuni addirittura a epoche precedenti all'arrivo dell'agricoltura nell'isola, stimato intorno a 7.800 anni fa. Il DNA sardo moderno porta ancora dentro di sé tracce di popolazioni che vissero prima che i campi di grano esistessero in Sardegna.

Aspetta.

Lo studio è stato pubblicato su Molecular Biology and Evolution ed è basato su confronti con circa 500 genomi antichi provenienti da tutta Europa. La conclusione: i sardi odierni mostrano un grado di somiglianza genetica con i campioni preistorici del loro stesso territorio più elevato di qualsiasi altra popolazione europea contemporanea. Le aree di Ogliastra e Barbagia registrano le somiglianze più marcate — le zone storicamente più isolate dell'isola.

Decine di dominatori sono passati per la Sardegna. Fenici, Cartaginesi, Romani, Arabi, Spagnoli, Piemontesi. Ognuno ha lasciato tracce nella lingua, nell'architettura, nella cucina. Ma nel genoma? Quasi nulla.

I sardi sono un popolo del Neolitico che vive nel presente. E lo dice la scienza.

In breve:
Il DNA mitocondriale sardo per circa l'80% è composto da aplogruppi esclusivi, non presenti nel resto d'Europa
Lo studio ha confrontato 3.491 sardi moderni e 21 antichi con oltre 50.000 genomi mondiali
Millenni di dominazioni — Fenici, Romani, Spagnoli — non hanno scalfito il genoma sardo: sono il popolo geneticamente più antico d'Europa

05/04/2026

Tutto il team di Notiziario augura una splendida Pasqua a tutti voi! ❤

05/04/2026

☘Così nasce una mamma adottiva
Sa che piangerà lacrime di gioia, ma anche di dolore. Che non sarà tutto facile, eppure sarà sempre bellissimo perché ha scelto col cuore di diventare una mamma

⭐️Essere una madre adottiva non vuol dire solo diventare genitore, vuol dire scegliere di esserlo, col cuore prima ancora che con il corpo. Perché quel bambino, che si tiene per mano, e che diventa un ragazzo e poi un uomo sotto lo sguardo vigile della mamma, non è nato dalla pancia, ma dal desiderio, dalle emozioni, dai sentimenti.
⭐️A volte nasce dalla sofferenza della rassegnazione provata da chi ha tentato di avere figli, ma non ha potuto. Ma tanto era il desiderio di sentirsi chiamare “mamma” che ha scelto di affrontare un percorso tortuoso e non privo di insidie.
⭐️Perché essere una mamma adottiva vuol dire anche questo, avere il coraggio di affrontare la burocrazia che non sempre aiuta, di andare a fondo a quei cavilli apparentemente incomprensibili. Vuol dire avere la pazienza di aspettare che quel momento arriverà, perché sarà quello in cui gli occhi torneranno a brillare e il cuore si riempirà di un amore destinato a durare per l’eternità.
⭐️Scegliere di diventare una mamma adottiva vuol dire mettere da parte la sofferenza del passato, i dubbi e le paure per concentrarsi sulla famiglia che si sta allargando. Vuol dire cambiare le priorità, le abitudini e la quotidianità per prepararsi ad assumere il ruolo più importante della vita. Faticoso sì, ma anche estremamente gratificante.
⭐️La mamma adottiva non sta intraprendendo una missione di beneficenza, anche se il bene che sta facendo a quel bambino abbandonato è più grande di quanto lei stessa possa immaginare. Sta scegliendo di diventare mamma, di costruire una famiglia, anche se non tradizionale. Perché lei, probabilmente, ha imparato prima degli altri che il significato più autentico della parola famiglia non si misura solo con i legami di sangue.
⭐️Una mamma che sceglie di diventarlo e di esserlo col cuore sa che dovrà impegnarsi come tutti gli altri genitori, e anche un po’ di più, soprattutto quando i dubbi e le paure arriveranno a tormentare la sua mente. Quando dopo aver messo a letto il suo bambino si chiederà se ha fatto abbastanza per lui, quando dovrà fare i conti con le insinuazioni di chi ipotizza che il loro non sia un legame reale, non come quello tra una madre naturale e un figlio.
⭐️Sa che non sarà tutto perfetto, perché quando si sceglie di adottare un bambino, in automatico si accoglie anche il suo passato, quello fatto anche di ombre, buio e dolore. E allora sarà suo il compito di curare le ferite, in maniera gentile e delicata, come solo una mamma sa fare.
⭐️Sa bene che sarà faticoso, soprattutto quando le incomprensioni creeranno dei muri così grandi che all’apparenza sono destinati a dividere. Gli stessi muri che solo l’amore di una mamma sa abbattere.
⭐️La madre adottiva lo sa che piangerà, per la gioia e anche per la tristezza. Lo farà anche un po’ per malinconia quando vedrà il suo bambino diventare uomo e cercare la sua strada altrove. Ma sa anche che tornerà, un giorno, perché la casa è il luogo dove si lascia il cuore. E il loro cuore li ha visti diventare madre e figlio.

Sabina Petrazzuolo fonte web

25/06/2025

Indirizzo

Via Milite Ignoto N 7
Monterosso Calabro
89819

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 17:00

Telefono

0963325027

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Farmacia Siclari pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi