02/09/2026
💥 Facciamo attenzione. SIAMO attenzione 💥
Abbiamo pensato molto all’opportunità, o meno, di scrivere le nostre considerazioni sui fatti di Roma.
I post si susseguono da questa mattina, così come i commenti.
Abbiamo potuto leggere compassione, pietà, comprensione, ma anche giudizio, rabbia, dolore.
Non vogliamo cadere nella -fin troppo facile- tentazione di pontificare e giudicare.
Così come non vogliamo ripercorrere i fatti, anche perchè immaginiamo che essi saranno ancora per molto oggetto di verifica da parte delle autorità.
Come Comitato sapete che ci impegniamo per diffondere una sempre maggiore sensibilità verso quotidienità che si discostano dal normale scorrere di una giornata; proviamo a stimolare ragionamenti su cosa significhi la quotidanità per chi vive la disabilità, affinchè essa non resti confinata agli spazi privati e possa invece ve**re conosciuta e compresa anche da chi non la vive e sperimenta in prima persona.
Si tratta di un impegno che abbiamo deciso di assumerci certo in qualità di caregiver, ma anche soprattutto come genitori, facendo nostro quel dovere di essere di esempio per i nostri figli, intendendo con “figli” tutte le nuove generazioni.
Ci siamo accorte che la strada è ancora tanto tanto lunga.
Permane ancora da una parte il senso del distacco, quando vicende tanto dolorose non ci toccano da vicino: lo dimostra il fatto che il dibattito odierno si sia svolto per lo più tra soggetti che la disabilità la conscono e anche bene, senza riuscire a coinvolgere davvero tutta la società.
Invece noi crediamo che questa debba essere un’occasione per domandarsi: quanto sono davvero attenta/o alle fragilità che mi circondano, che vivono accanto a me, che mi sfiorano al lavoro o nella vita privata?
Quanto davvero sono capace di cogliere quei segnali che poi, DOPO, diventano rivelatori di dolore e disagio?
Ecco è proprio su questo che vogliamo, in chiusura di giornata, accendere un faro: proviamo a chiederci se domani saremo ancora in grado di ricordare il dolore di cui tanti oggi stanno parlando, oppure se l’avremo già scordato come si fa con le cose che non ci toccano più di tanto, ci stupiscono sì, ma in fondo non sono affar nostro.
È vero, lo Stato, le Istituzioni hanno il dovere di supportare; ma ricordiamoci sempre che lo stato è un concetto ampio e alto, e che prima ci siamo noi individui, che con le nostre azioni e le nostre parole possiamo arrivare prima a circondare chi ha bisogno di essere accolto, ascoltato.
L’indifferenza è ancora tanto presente nelle nostre vite: facciamo in modo, nel nostro piccolo quotidiano, di diminuirla ogni giorno di più.
È il dovere morale che spetta a tutte e tutti noi.
💥Facciamo attenzione. SIAMO attenzione💥