Comitato Inclusiva Mente Grugliasco

Comitato Inclusiva Mente Grugliasco segnalazione criticità; raccolta proposte di azioni e soluzioni; monitoraggio

Noi siamo ROSSELLA e DANIELA, promotrici del primo GRUPPO DI LAVORO SULLA DISABILITA' - GRUGLIASCO . Siamo due mamme di due bimbi speciali, che appunto attraverso gioie e anche fatiche viviamo quotidianamente la disabilità e tutte le difficoltà e sfaccettature che essa comporta; e altrettanto dolorosamente ci scontriamo con il fatto che la sensibilità al tema è, purtroppo, molto limitata. Quel

lo che vogliamo creare è uno strumento attraverso il quale le famiglie abbiano davvero voce, portando direttamente all'attenzione delle istituzioni della nostra amministrazione comunale grugliaschese le difficoltà di cui LA NOSTRA QUOTIDIANITÀ è costellata e le proposte per ottenere maggiore inclusione. Con queste prospettive, Vi invitiamo a partecipare attivamente sul nostro canale social perché il vostro contributo è fondamentale per divulgare comunicazioni, relazionarci e scambiare idee su problemi o e soluzioni

02/09/2026

💥 Facciamo attenzione. SIAMO attenzione 💥

Abbiamo pensato molto all’opportunità, o meno, di scrivere le nostre considerazioni sui fatti di Roma.
I post si susseguono da questa mattina, così come i commenti.
Abbiamo potuto leggere compassione, pietà, comprensione, ma anche giudizio, rabbia, dolore.
Non vogliamo cadere nella -fin troppo facile- tentazione di pontificare e giudicare.
Così come non vogliamo ripercorrere i fatti, anche perchè immaginiamo che essi saranno ancora per molto oggetto di verifica da parte delle autorità.
Come Comitato sapete che ci impegniamo per diffondere una sempre maggiore sensibilità verso quotidienità che si discostano dal normale scorrere di una giornata; proviamo a stimolare ragionamenti su cosa significhi la quotidanità per chi vive la disabilità, affinchè essa non resti confinata agli spazi privati e possa invece ve**re conosciuta e compresa anche da chi non la vive e sperimenta in prima persona.
Si tratta di un impegno che abbiamo deciso di assumerci certo in qualità di caregiver, ma anche soprattutto come genitori, facendo nostro quel dovere di essere di esempio per i nostri figli, intendendo con “figli” tutte le nuove generazioni.
Ci siamo accorte che la strada è ancora tanto tanto lunga.
Permane ancora da una parte il senso del distacco, quando vicende tanto dolorose non ci toccano da vicino: lo dimostra il fatto che il dibattito odierno si sia svolto per lo più tra soggetti che la disabilità la conscono e anche bene, senza riuscire a coinvolgere davvero tutta la società.

Invece noi crediamo che questa debba essere un’occasione per domandarsi: quanto sono davvero attenta/o alle fragilità che mi circondano, che vivono accanto a me, che mi sfiorano al lavoro o nella vita privata?
Quanto davvero sono capace di cogliere quei segnali che poi, DOPO, diventano rivelatori di dolore e disagio?

Ecco è proprio su questo che vogliamo, in chiusura di giornata, accendere un faro: proviamo a chiederci se domani saremo ancora in grado di ricordare il dolore di cui tanti oggi stanno parlando, oppure se l’avremo già scordato come si fa con le cose che non ci toccano più di tanto, ci stupiscono sì, ma in fondo non sono affar nostro.

È vero, lo Stato, le Istituzioni hanno il dovere di supportare; ma ricordiamoci sempre che lo stato è un concetto ampio e alto, e che prima ci siamo noi individui, che con le nostre azioni e le nostre parole possiamo arrivare prima a circondare chi ha bisogno di essere accolto, ascoltato.

L’indifferenza è ancora tanto presente nelle nostre vite: facciamo in modo, nel nostro piccolo quotidiano, di diminuirla ogni giorno di più.
È il dovere morale che spetta a tutte e tutti noi.

💥Facciamo attenzione. SIAMO attenzione💥

Condividiamo una storia del passato, che ci racconta la forza e la tenacia in un'epoca che non voleva riconoscere la dig...
14/07/2026

Condividiamo una storia del passato, che ci racconta la forza e la tenacia in un'epoca che non voleva riconoscere la dignità

https://www.facebook.com/share/1BdJTCiahR/

A prima vista sembra il semplice abbraccio tra una madre e sua figlia.

In realtà, questa fotografia racconta una delle più grandi tragedie farmaceutiche del Novecento.

Lo scatto, realizzato dal fotografo Michael Ward nel 1982, ritrae Elaine Dale insieme alla piccola Sara.

Un'immagine piena di tenerezza.

Ma dietro quel momento si nasconde una storia che ha cambiato la medicina per sempre.

Elaine era nata in Inghilterra nel 1960 senza le braccia.

Durante la gravidanza, sua madre aveva assunto la talidomide, un farmaco allora prescritto anche alle donne incinte per alleviare nausea, insonnia e altri disturbi.

Veniva considerato sicuro.

Non lo era.

Negli anni successivi si scoprì che, se assunto nelle prime settimane di gestazione, poteva interferire con lo sviluppo dell'embrione, provocando gravi malformazioni agli arti e ad altri organi.

Migliaia di bambini, in decine di Paesi, nacquero con disabilità permanenti.

Molti altri non sopravvissero nemmeno alla nascita.

Elaine fu una delle sopravvissute britanniche.

Crescendo dovette affrontare non solo le conseguenze fisiche della talidomide, ma anche i pregiudizi di una società che spesso riteneva impossibile per una persona con una disabilità costruire una vita autonoma.

Lei dimostrò il contrario.

Imparò a svolgere le attività quotidiane usando i piedi e sviluppò una straordinaria indipendenza.

Poi prese una decisione che, all'epoca, molti consideravano impensabile.

Diventare madre.

Nel 1978 nacque Sara.

Era sana.

Elaine divenne la prima sopravvissuta britannica della talidomide conosciuta pubblicamente a dare alla luce un figlio.

Molti giornali dell'epoca raccontarono la notizia concentrandosi sulla sua disabilità.

Ma il vero messaggio era un altro.

Non era sorprendente che Elaine potesse amare sua figlia.

Era sorprendente che così tante persone avessero dubitato che ne fosse capace.

Quattro anni dopo arrivò questa fotografia.

Non mostra lo scandalo della talidomide.

Non mostra le responsabilità delle aziende farmaceutiche, le battaglie legali o i cambiamenti nelle norme sulla sicurezza dei medicinali che quel caso contribuì a introdurre.

Mostra soltanto una madre che stringe sua figlia.

Ed è proprio questa semplicità a renderla così potente.

Perché ci ricorda che nessun farmaco, nessuna disabilità e nessun pregiudizio possono definire il valore di una persona o la sua capacità di amare.

!! SAVE THE DATE !!!Con piacere condividiamo la locandina dell'OPEN DAY che si terrà il prossimo                        ...
03/07/2026

!! SAVE THE DATE !!!

Con piacere condividiamo la locandina dell'OPEN DAY che si terrà il prossimo

11 luglio a Beinasco

dedicato alle ragazze che vogliono provare a mettersi letteralmente in gioco!
Una bella occasione per conoscere da vicino il mondo del Torino FD - For Disable - Asd Onlus d

Il Torino FD - For Disable - Asd Onlus è lieto di comunicare che sta per nascere la squadra femminile per atlete con disabilità
Sabato 11 Luglio dalle 10,30 ci sarà l'Open Day presso l'impianto sportivo Valentino Mazzola di Beinasco in Via San Felice 5
L'Open Day è aperto a tutte, accorrete numerose
A tutti i nostri tifosi chiediamo di condividere l'evento con il passaparola.
Grazie!!!

Condividiamo questa analisi onesta e necessaria, invitando a prestare attenzione all'affermazione che troverete "Le pers...
02/07/2026

Condividiamo questa analisi onesta e necessaria, invitando a prestare attenzione all'affermazione che troverete "Le persone con disabilità non cercano inclusione: vogliono partecipare alla costruzione del mondo in cui tutti viviamo, insieme".

https://www.facebook.com/share/19DiHxrJEE/

In un giorno ordinario, una persona con disabilità quando spende in più rispetto a chi non ha una disabilità? Tra le spese per integrare gli ausili obsoleti passati dalla Asl, riparazioni straordinarie non rimborsate, stipendio per gli assistenti personali, spese extra per muoversi e per poter partecipare ai campi estivi... tutte le spese nascoste (ma neanche troppo) che affrontano le persone con disabilità. Le testimonianze sul campo dipingono un Paese in cui l'autonomia di fatto è un diritto subordinato al reddito

Continua a leggere l’inchiesta di Davyd Andryiesh
👉 https://www.vita.it/quanto-costa-la-disabilita-se-la-vita-indipendente-dipende-dal-reddito/

Le persone con disabilità non cercano inclusione: vogliono partecipare alla costruzione del mondo in cui tutti viviamo, insieme. Nel numero di VITA magazine di maggio le voci portanti sono le loro, in un’inchiesta che va oltre la retorica dei “buoni” per accogliere le sfide della convivenza e partecipazione, veri pilastri di una società che riconosce il valore di tutti
Scopri "Disabilità, l’inclusione non basta"
👉 https://www.vita.it/magazine/disabilita-linclusione-non-basta/

Condividiamo questo bel video, che trasmette bene l'importanza di riconoscere i principi dell'Autodeterminazione, ossia ...
02/07/2026

Condividiamo questo bel video, che trasmette bene l'importanza di riconoscere i principi dell'Autodeterminazione, ossia il diritto delle persone con disabilità di prendere decisioni sulla propria vita, e della Cittadinanza attiva, che riconosce i soggetti come attivi e non passivi o "oggetti" di compassione.
E vi lasciamo uno spunto per riflettere: quante volte agiamo e parliamo ponendo effettivamente attenzione a questi due principi?

https://www.instagram.com/reel/DYh9U_ZuWmn/?igsh=Z2FtanI2bm5ibW5y

Condividiamo il programma dell'estate di Specialmente Tu.Per maggiori info, prendete contatto!
19/06/2026

Condividiamo il programma dell'estate di Specialmente Tu.

Per maggiori info, prendete contatto!

Una bella storia che unisce gioventù, innovazione e inclusione!https://www.facebook.com/share/p/1B8tucqnjK/
12/06/2026

Una bella storia che unisce gioventù, innovazione e inclusione!

https://www.facebook.com/share/p/1B8tucqnjK/

(✏️Lorenzo Giliberti) Un robot pensato per aiutare i bambini con disturbo dello spettro autistico nei momenti di gioco e apprendimento. Si chiama "Iris", è stato progettato e realizzato dagli studenti del liceo scientifico “Albert Einstein” di Molfetta e ha conquistato la medaglia d’oro ai "campionati nazionali di robotica 2026", nella categoria “gioca ed emoziona”. La finale si è svolta a Cattolica, l’11 e 12 maggio, con la partecipazione di 84 scuole provenienti da 18 regioni, 120 squadre in gara e sette finaliste nelle diverse categorie. Per il liceo molfettese è arrivato il primo posto e, con esso, il diritto alla menzione nell’albo nazionale delle eccellenze scolastiche.

👉 Leggi l'articolo completo su Corriere del Mezzogiorno Puglia

Prendiamoci un momento per leggere questo articolo...
11/06/2026

Prendiamoci un momento per leggere questo articolo...

In Italia milioni di donne caregiver rinunciano a lavoro, tempo libero e spesso anche alla propria salute per assistere familiari con disabilità

Una storia di trasformazione della difficoltà in esperienza che include:
11/06/2026

Una storia di trasformazione della difficoltà in esperienza che include:

Vestire il fratello tetraplegico ha ispirato Materia: moda adattiva che unisce design e accessibilità.

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