28/01/2026
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❗POST❗Una voce capace di elevarsi dal basso, da chi la condizione la vive quotidianamente.
Lo stesso concetto che il nostro Comitato ritiene fondamentale: il coinvolgimento reale di chi vive e sperimenta la realtà dell’assistenza quotidiana, con le complessità che molto spesso derivano dagli attori che entrano in contatto con le famiglie con l’obiettivo di aiutarle, ma in realtà ottengono spesso l’esatto opposto
🔴 COMUNICATO STAMPA🔴
27 gennaio 2026:
I caregiver familiari finalmente prendono
parola!
Oggi, 27 gennaio 2026, per la prima volta nella storia recente del nostro Paese, i caregiver
familiari hanno dato voce ai caregiver familiari, in una giornata intensa, partecipata e
profondamente significativa, articolata in due momenti distinti ma complementari.
Il secondo momento della giornata si è svolto presso la Camera dei Deputati, con una
conferenza stampa organizzata dai Caregiver Familiari Uniti (CFU).
Ad aprire gli interventi è stata la referente Toscana Silvia Abbate, che ha presentato il CFU
spiegando in modo dettagliato com’è nato questo movimento di Caregiver Familiari Uniti,
nato dal basso, dall’urgenza reale delle famiglie, e quali sono gli obiettivi che ci proponiamo:
dare voce ai caregiver invisibili, ottenere un riconoscimento giuridico del ruolo, tutele
concrete e politiche pubbliche che tengano conto della realtà quotidiana della cura.
Sono poi intervenute Lisa Orrico, referente Piemonte, la portavoce nazionale e fondatrice
Alessandra Corradi e la referente Lazio Silvia Cerqua. Presenti in sala anche rappresentanti
CFU della Sicilia, nonché fondatrici insieme ad Alessandra Corradi, e rappresentante
regione Puglia e regione Campania.
La mattinata si era aperta con un presidio in Piazza Santi Apostoli a Roma, dove caregiver
provenienti da tutta Italia si sono ritrovati per testimoniare cosa significa essere caregiver
familiare ogni giorno, e per chiedere diritti, riconoscimento e tutele. È stata una piazza fatta
di storie vere, di volti, di mani che sorreggono altre vite, di persone che da anni svolgono un
lavoro invisibile ma indispensabile.
Durante la conferenza sono stati illustrati:
- chi sono i CFU, Caregiver Familiari Uniti;
- le richieste chiare e concrete dei caregiver familiari;
- i risultati di un sondaggio anonimo somministrato a 1.000 caregiver in tutta Italia.
- il fenomeno del Burden
- La difficoltà di essere un caregiver in una coppia
Dal sondaggio emerge un quadro drammatico: i caregiver familiari h24, soprattutto quando
si occupano di persone con disabilità gravissime e non autosufficienti, nella maggior parte
dei casi non riescono a mantenere un proprio lavoro. Questo significa rinunciare alla
carriera, ai contributi, alla stabilità economica.
Parliamo di persone tra i 36 e i 55 anni, nel pieno dell’età lavorativa e contributiva, costrette
ad abbandonare ogni prospettiva professionale per accudire un familiare. Una rinuncia che
produce povertà reale: bollette non pagate, riscaldamenti spenti, vendita di effetti personali
per riuscire a sopravvivere.
Ma forse il dato più sconfortante è un altro: quasi il 90% dei caregiver familiari sono donne.
Un numero che racconta un’enorme disuguaglianza di genere nel lavoro di cura.
La portavoce nazionale e fondatrice Alessandra Corradi ha poi affrontato il tema del burden,
il carico psicofisico estremo che grava sui caregiver, collegato anche al crescente fenomeno
degli omicidi-suicidi. Dai dati emerge che, sebbene la fatica quotidiana ricada soprattutto
sulle donne, questi gesti estremi coinvolgono più frequentemente uomini diventati caregiver
di un familiare. Non si tratta di raptus o omicidi passionali, ma di disperazione profonda,
solitudine e assenza di supporti adeguati.
È intervenuta infine Silvia Cerqua, referente Lazio, che ha raccontato il grande dilemma del
caregiver familiare: continuare a lavorare per pagare un assistente, destinando tutto il
proprio stipendio alla cura, oppure smettere di lavorare per assistere direttamente il proprio
caro, perché l’amore e la dedizione di un familiare non possono essere sostituiti.
Ai giornalisti e ai rappresentanti politici presenti è stata consegnata una cartellina contenente
le proposte dettagliate dei Caregiver Familiari Uniti.
In rappresentanza, a una senatrice e a un onorevole è stata inoltre consegnata la raccolta
firme — circa 8.000 adesioni — con cui migliaia di cittadini chiedono che il caregiver
familiare venga finalmente riconosciuto come lavoratore. Mentre in mattinata lo stesso
risultato della petizione era stato mandato al Presidente della Repubblica e alla Presidente
del Consiglio.
Apprezziamo una partecipazione di Senatori e Onorevoli di tutti i partiti che ci hanno fatto
domande e si sono mostrati propensi all'apertura di una collaborazione per definire al meglio
interventi futuri a sostegno dei Caregiver Familiari. In sala Presenti Senatori e Senatrici,
rappresentanti del PD, del M5S, FdI, FI, Avs e SI. Grande assente, che ovviamente era
anche tra gli invitati, la Lega. Come CFU non abbiamo mai ricevuto riscontro ai diversi inviti
fatti pervenire alla Ministra Locatelli.
Oggi non è stata solo una giornata di mobilitazione.
È stata una giornata di verità.
I caregiver familiari sono usciti dall’invisibilità e hanno parlato con una sola voce: quella di
chi si prende cura ogni giorno, senza tutele, senza riposi, senza riconoscimento.
E oggi, finalmente, quella voce è arrivata nelle piazze e nelle istituzioni.
Grazie a tutti quelli che, con estrema difficoltà, sono riusciti ad essere presenti a Roma. E
grazie anche a chi è venuto in sala stampa ad ascoltare i nostri interventi.