07/04/2026
Miei cari Amici Clienti, oggi le mode nel nostro settore (si! anche nel mondo del vino esistono le mode…purtroppo) tendono a osannare i vini cosiddetti “naturali”, spesso dei concentrati di difetti fatti passare come caratteristiche imprescindibili; oltre ai “naturali” da qualche tempo l’altro argomento che tiene banco sono i vini dealcolizzati. Bottiglie di Spuma dal vago sentore di vino. Oltretutto decisamente costosi.
Personalmente ripudio queste tendenze. Sarò un dinosauro ma per me il vino deve rimanere tale come ci viene tramandato sin dalla notte dei tempi. Con le sue caratteristiche di struttura, sapore, colore, odore e alcol.
E così, mentre i novelli Émile Peynaud del bere naturale ci spiegano come va fatto il vino, personalmente continuo la mia ricerca di vini prodotti con vitigni storici, spesso dimenticati, a volte a rischio estinzione.
Oggi vi racconto del Gouais Blanc.
Il Gouais Blanc, o Heunisch Weiss, rappresenta letteralmente, insieme al ben più famoso Pinot Noir, un tassello fondamentale della storia della viticoltura europea. Vitigno di origine sconosciuta, anche se quasi certamente originatosi tra la Francia centro–settentrionale e la Germania sud–occidentale, fu estremamente diffuso in tutta Europa nel corso del Medio Evo. Le prime menzioni scritte di questo vitigno risalgono agli anni 1539-40; in quel periodo in Germania e in Francia i vitigni erano “divisi” in un gruppo più nobile, contenente Savagnin e Pinot Noir, e un secondo di vitigni di minor pregio tra i quali il Gouais Blanc e l’Elbling.
Il Gouais Blanc, noto anche come “Casanova dei Cultivar” per la sua prolifica capacità di generare nuove varietà, è un vitigno a bacca bianca che ha giocato un ruolo cruciale nella storia della viticoltura europea. Questo vitigno, in passato denigrato aspramente, è stato oggi rivalutato e riconosciuto come il progenitore di oltre 80 varietà di uve vinifere, tra cui Chardonnay, Gamay, Riesling e Chenin Blanc.
Rivalutato, ma non proprio amato dai winelovers, che non lo conoscono neanche per sentito dire. Infatti, ai giorni nostri è coltivato principalmente per preservare la diversità genetica.
Con una gestione attenta e basse rese, può produrre vini freschi e piacevoli che offrono un legame diretto con la storia viticola europea.
Il Gouais Blanc è stato determinante nella creazione di molte delle varietà di uve più importanti del mondo vinicolo moderno. Il suo ruolo come genitore di Chardonnay, Gamay, Riesling e molte altre varietà lo rende fondamentale per la comprensione della genetica della vite. La sua coltivazione è anche importante per la conservazione della diversità genetica delle uve, soprattutto in un’epoca di cambiamenti climatici e nuove sfide agronomiche.
La vinificazione del Gouais Blanc richiede attenzione per controllare la sua naturale alta acidità e bassa gradazione alcolica. Tecniche come la fermentazione in cemento e l’uso di lieviti indigeni possono aiutare a sviluppare maggiore complessità e bilanciare l’acidità. In condizioni climatiche più calde, il Gouais Blanc può sviluppare aromi più ricchi e complessi, rendendolo un candidato interessante per l’adattamento ai cambiamenti climatici.
L’ampia diffusione di questo vitigno e la sua lunga storia hanno fatto sì che attualmente siano noti almeno 226 sinonimi per identificarlo. Oggi, in tutto il suo areale la sua presenza è assolutamente marginale tanto che, ad esempio, in Francia, è noto per un singolo vigneto in Alta Savoia; è ancora coltivato, pur se sempre estremamente raro, in Germania, Svizzera e, udite, udite(!!!) in Italia.
In Italia!!! Poteva quindi mancare sugli scaffali della nostra Enoteca Catullo? Giammai!
Dopo diversi mesi di prove, assaggi e riassaggi, entra ufficialmente dalla porta principale della nostra Enoteca il “Droné in Bolla” Brut Metodo Classico prodotto dall’Azienda Agricola Mauro Vini di Dronero in Val Maira (CN).
Le uve Gouais Blanc 60% e Chardonnay 40% dopo 24 mesi di riposo sui lieviti danno origine ad un vino spumante dal colore giallo paglierino con perlage fine e persistente.
Al naso è complesso e fresco, con particolari sentori di pane appena sfornato e frutta.
In bocca è ricco, elegante, secco, ben strutturato ed armonico. Veramente ben fatto.
Se la curiosità vi stimola la voglia di provarlo vi aspettiamo con il piacere e l’entusiasmo che ci contraddistingue da più di 40 anni.
Enoteca Catullo, a cremona in via Santa Maria in Betlem, 28/30 (tel. 037232077).
Slàinte!