05/10/2026
IL MIO BATTITO GREVE
Francesco Pilumeli · 4 ottobre 2026
Non basterà questo battito greve,
questo rintocco di core e di speme,
a darti il dono di ciò che si deve,
se della natura il disincanto ci preme.
Cerca il mio petto una fretta segreta,
un ritmo eterno che sfidi le stelle,
ma resta la carne confusa e inquieta,
mentre il tuo nome mi accende la pelle.
Potrà mai il cor mio vincere l'infinito che porti nei giorni?
Ad ogni mio respiro la distanza s'appaga,
e muoio e rinago se solo ritorni.
Sei l'orizzonte che stringe la terra,
l'assoluto che un uomo può contenere;
il mio core ha già perso la guerra,
non so amare più di quanto sia dato potere.
Eppure non sono soltanto il presente,
rimembro le sponde da cui sono nato:
i miei genitori, la forza dolce e possente
del sangue che mi ha generato,
le antiche radici che porto nel petto.
La mia diletta germana, di un'alba furente custode,
è da quel solco che l'anima gode,
che ho appreso il rispetto, l'ascolto, l'amore.
E oggi quel flusso diventa sorgente
per i tre germogli, miracolo puro;
di fronte al timore di non darvi niente,
vorrei farmi scudo, promessa e futuro.
Se trema la carne davanti al dovere,
se temo il core non sia grande assai,
vi guardo e ritrovo l'antico potere:
l'amore che avete giammai sfiorirà.