12/10/2026
𝗚𝗜𝗢𝗩𝗘𝗗𝗜̀ 𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗢𝗡𝗜, 𝗜𝗡𝗧𝗔𝗡𝗧𝗢 𝗖𝗜 𝗣𝗥𝗘𝗣𝗔𝗥𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗔 𝗜𝗡𝗩𝗔𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗥𝗢𝗠𝗔. 𝗡𝗢𝗡 𝗖𝗜 𝗙𝗘𝗥𝗠𝗘𝗥𝗘𝗠𝗢! “𝘕𝘰𝘴𝘵𝘳𝘦 𝘳𝘢𝘨𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘦𝘴𝘱𝘳𝘦𝘴𝘴𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘧𝘰𝘳𝘻𝘢 𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘰𝘴𝘵𝘦𝘻𝘻𝘢. 𝘊𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘱𝘢𝘳𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘢 𝘮𝘢𝘯𝘪𝘧𝘦𝘴𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘊𝘢𝘱𝘪𝘵𝘢𝘭𝘦”. “𝘕𝘰𝘯 𝘤𝘪 𝘧𝘦𝘳𝘮𝘦𝘳𝘦𝘮𝘰: 𝘴𝘶𝘣𝘪𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘳𝘪𝘴𝘪, 𝘱𝘰𝘪 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘯𝘦𝘤𝘦𝘴𝘴𝘢𝘳𝘪𝘦”. 𝘚𝘵𝘢𝘮𝘢𝘵𝘵𝘪𝘯𝘢, 𝘢𝘴𝘴𝘪𝘦𝘮𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘮𝘢𝘯𝘪𝘧𝘦𝘴𝘵𝘢𝘯𝘵𝘪, 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪𝘯𝘥𝘢𝘤𝘪 𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘭𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘢𝘳𝘪 𝘱𝘶𝘨𝘭𝘪𝘦𝘴𝘪. "𝘋𝘦𝘭 𝘳𝘪𝘢𝘳𝘮𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘤𝘦 𝘯𝘦 𝘪𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢 𝘯𝘪𝘦𝘯𝘵𝘦, 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘴𝘰𝘭𝘥𝘪 𝘥𝘦𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪𝘣𝘶𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘪𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢𝘯𝘪, 𝘷𝘦𝘯𝘨𝘢𝘯𝘰 𝘪𝘮𝘱𝘪𝘦𝘨𝘢𝘵𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘴𝘢𝘭𝘷𝘢𝘳𝘦 30𝘮𝘪𝘭𝘢 𝘱𝘰𝘴𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰, 720 𝘧𝘳𝘢𝘯𝘵𝘰𝘪 𝘦 16𝘮𝘪𝘭𝘢 𝘢𝘻𝘪𝘦𝘯𝘥𝘦 𝘦 𝘤𝘰𝘰𝘱𝘦𝘳𝘢𝘵𝘪𝘷𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘰𝘭𝘪𝘷𝘪𝘤𝘰𝘭𝘰-𝘰𝘭𝘦𝘢𝘳𝘪𝘰"
“Il Prefetto di Bari Rosanna Riflesso, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, stamattina ha ricevuto un’ampia delegazione di Orgoglio Olivicolo. Ci ha assicurato che le richieste del nostro comitato nazionale saranno portate all’attenzione del Governo in modo da essere discusse e valutarne l’attuazione giovedì 15 ottobre, nell’ambito della prevista conferenza Stato-Regioni. Ringraziamo il Prefetto per l’attenzione riservata alle istanze che oggi abbiamo portato in piazza assieme a olivicoltori, mondo delle cooperative e frantoiani provenienti da tutta la Puglia. Attenderemo l’esito della conferenza Stato-Regioni continuando la nostra mobilitazione e iniziando a organizzarci per portare la nostra protesta e le nostre ragioni a Roma con una grande manifestazione”.
A margine della manifestazione di stamattina e dell’incontro in Prefettura a Bari è Francesco Losito, portavoce di Orgoglio Olivicolo, a ti**re le somme della giornata.
“MUOVETEVI”. “I sindaci e i parlamentari pugliesi presenti in piazza assieme a noi, il Prefetto, l’assessore Paolicelli, tutti questa mattina hanno avuto modo di ascoltare le voci, le storie e la preoccupazione espresse con forza, ma con grande compostezza e dignità, dalle migliaia di donne e di uomini arrivati in piazza per manifestare e chiedere alle istituzioni di fare qualcosa, di prendere finalmente coscienza della crisi del comparto olivicolo-oleario e del rischio di vedere polverizzati 30mila posti di lavoro e l’enorme patrimonio rappresentato in Puglia da 16mila imprese, 720 frantoi, 60 milioni di piante d’ulivo”. “Il tempo a disposizione è quasi scaduto. Da quelle persone arriva un appello accorato alle istituzioni: muovetevi!”
VERSO ROMA. L’ultimatum, dunque, è stato spostato a giovedì 15 ottobre. Dalla conferenza Stato-Regioni dovranno arrivare risposte concrete in ordine alla piattaforma di richieste presentate oggi in prefettura. La priorità assoluta resta il riconoscimento, da parte del Governo, dello stato di crisi del settore olivicolo e di tutto il comparto-agricoltura, con l’attivazione immediata dei provvedimenti conseguenziali a sostegno delle filiere. Un altro punto qualificante delle richieste è l’attuazione di un piano straordinario di controlli anti-frode su scala nazionale vero e verificabile. Il mondo olivicolo, inoltre, si aspetta Misure ad hoc di ritiro e stoccaggio del nuovo olio per sostenere il prezzo alla produzione così come previsto dalla normativa comunitaria e di sostegno finanziario per i frantoi. Serve inoltre che il DAO, il Documento elettronico di Accompagnamento Olivicolo, sia istituito e concretamente attuato in modo differente da quanto annunciato dal ministro Lollobrigida nei giorni scorsi, poiché così come prospettato dal governo non soddisfa richieste ed esigenze del mondo olivicolo. “Del riarmo non ce ne importa nulla, il Governo non mandi al macero preziose risorse di noi contribuenti in carri armati e cannoni, piuttosto trovi e impegni le risorse necessarie per una serie di interventi che impediscano la chiusura e il fallimento di migliaia di aziende olivicole, di cooperative e frantoi che sono allo stremo, tra l’incudine dei folli rincari dei costi di produzione e il martello di un mercato olivicolo-oleario che ci sta ammazzando con prezzi da fame e corse al ribasso innescate da tonnellate di olio importato”.