Edicola Minerbio

Edicola Minerbio L'edicola: un social network, già prima di internet

Il Programma e i  biglietti della lotteria della  prossima Sagra Settembrina di Minerbio sono già disponibili in edicola...
07/09/2026

Il Programma e i biglietti della lotteria della prossima Sagra Settembrina di Minerbio sono già disponibili in edicola 🙂

04/09/2026
“Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando ...
04/09/2026

“Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo, senza chiedere nulla”,

Tiziano Terzani

E SE CIÒ CHE CI FA SENTIRE SBAGLIATI FOSSE PROPRIO CIÒ CHE CI RENDE UNICI?A Evelina danno tutti della pazza. In effetti ...
04/09/2026

E SE CIÒ CHE CI FA SENTIRE SBAGLIATI FOSSE PROPRIO CIÒ CHE CI RENDE UNICI?

A Evelina danno tutti della pazza.
In effetti prende ansiolitici come fossero caramelle e si trova più a suo agio con le cose che con le persone. Fa la postina, ma non è molto brava neanche nel suo lavoro.
È troppo strana.
O così le dicono...
La sua passione è collezionare oggetti considerati inutili: l'insegna al neon di un bar che non esiste più, una vecchia macchina del caffè, birilli di legno. Vorrebbe chiudersi in casa con loro. Soprattutto ora che ha scoperto che la gente ride delle sue stranezze. Tutti.
L'unica che non ride, l'unica che la capisce, è Lucilla, la vicina anziana che la considera una figlia. Quando Lucilla si ammala gravemente, le affida un segreto: una lettera da consegnare ad un uomo punto a New York. Evelina ha paura. Così lontana non è mai stata. Ma dopotutto è una postina. E forse è arrivato il momento di mostrare a tutti che è lei, le lettere, le sa consegnare. Che lei non è poi così strana.
Ancora non lo sa, ma spesso sono proprio i posti più lontani da dove abitiamo quelli in cui, all'improvviso, ci sentiamo a casa.
E forse sarà dall'altra parte dell'oceano che la parola " strana" assumerà per Evelina un altro significato. Perché gli oggetti smetteranno di essere solo un rifugio e diventeranno una chiave per entrare nella vita degli altri, per riconoscere ferite, desideri, storie messe in un angolo come cianfrusaglie.

Quanta strada può fare una donna che si è sempre creduta sbagliata, quando scopre che è proprio la sua diversità è ciò che la rende insostituibile?

Rossella Carboni firma un esordio esplosivo.
"Evelina non è pazza per niente" è romanzo speciale.
Una storia difficile da dimenticare,
come la sua protagonista protagonista.

ROSSELLA CARBONI
EVELELINA NON È PAZZA PER NIENTE
Corbaccio
18 euro
(anche) in edicola 🙂

03/09/2026

IL PRIMO GIORNO

Ricordo il terrore puro negli occhi di mia madre quando il primo sparo ci svegliò tutti che il sole non era ancora sorto.

A un centinaio di metri da noi un colpo secco ci strappò dal sonno profondo e ci cacciò il cuore in gola, pulsante, a portarsi via il respiro.

Con gli occhi sbarrati, io, i miei fratelli, mia madre, ci guardammo tutti in cerca di quella sicurezza che era sparita in un solo istante.

Provammo a stringerci strettistretti come avevamo fatto nelle più fredde notti d'inverno, ma il tremore impazzito che ci scuoteva tutti non trovava pace.

Sapevamo che prima o poi sarebbero arrivati e ci avrebbero trovati. Il nascondiglio è sicuro finché loro sono lontani, ci ripetevano, ma hanno lupi addestrati che mandano avanti e se qualcuno di noi per paura non riesce a stare nascosto e cerca di fuggire è la fine. Non gli si scappa.

Un altro botto,
ancora più vicino,
Arrivano.

Sentivamo i loro passi pesanti, il latrare e il passo svelto dei lupi, e anche le risate.. Come se si stessero divertendo mentre noi morivamo dentro.
Bestie.
Lupi più dei lupi.

STARE GIÙ
FERMI
IMMOBILI
non respirare per quanto possibile.
Così ci avevano insegnato.
Era l'unico modo per non farsi trovare.
E sopravvivere. forse.

Ma il cuore batteva così forte che l'avrebbero sentito anche da lontano. Ne ero sicuro.

E se anche non avessero sentito il cuore, perché non avendone uno magari non lo avrebbero riconosciuto , quel puzzo così intenso non gli sarebbe sfuggito

Qualcuno - forse il più piccolo - se l'era fatta sotto. E la m***a la conoscono. Ero sicuro anche di questo.

Un altro sparo.
Vicinissimo. Qualche passo.

Sempre più vicini,
i passi,
i latrati.
Troppo vicini.
Erano lì.

e noi stretti in silenzio a sperare che passassero oltre senza trovarci.

Ma il tremore era insostenibile, la paura ingovernabile e quel passo pesante a meno di un nostro salto fece esplodere i nervi del piccolo che non riusciva più a stare fermo.

Fu lì che mia madre - perché non ci trovassero tutti - ci ordinò di nuovo di stare inmobili e si buttò fuori dal nascondiglio, e cominciò a correre più veloce che poteva,
lontano da lì,
dal nascondiglio,
da noi.

Noi stretti e paralizzati ad aspettare che tutto passasse.

Ricordo il suo sguardo fisso, vitreo, quando lo sparo la seccò a nemmmeno dieci salti da noi.

E ricordo uno di loro che sorridendo la sollevava , testa in giù, col sangue che le colava lungo il collo e gli orecchi.

Cacciarono il suo corpo esamine su altri quattro coperti di sangue sul retro di uno dei loro carri e ripartirono che il sole ad est cominciava a salire.

Il primo giorno della loro meschina caccia fu l'ultimo della vita di mia madre,

e della mia da cucciolo.

era il settembre 2020,  e questo è stato forse il primo post che ho pubblicato su questa pagina..
03/09/2026

era il settembre 2020, e questo è stato forse il primo post che ho pubblicato su questa pagina..

Proprio qui davanti, all'ombra del viale alberato, c'è una panchina.

Un panchina verde.

A volte una coppia di nonni a spasso con un passeggino ci si ferma per una pausa.. guardano il nipotino, gli sorridono e gli fanno facce buffe.

Altre volte ci si siede un ragazzo, solo, con la sua birra e le cuffie alle orecchie.. pensa, parla tra sè, ci si draia, forse s'addormenta.

Ogni giorno un cane bianco più grande della ragazzina che l'accompagna passa di lì, si ferma e annusa tutt'intorno.. lei lo aspetta paziente e quando lui è soddisfatto riparte e la trascina via.

Qualcuno altre volte ci aspetta seduto all'ombra il bus che ferma sul lato opposto della strada, qualche metro più là sotto il sole. Un occhio al cellulare e l'altro attento a che non arrivi il bus.. finché non lo vede sbucare all'orizzonte.. solo allora attraversa veloce e corre per arrivare prima.

Ieri invece una vecchina e la donna che se ne prende cura ci si sono sedute per un po', hanno guardato la gente passare, chiaccherato, poi la più giovane da seduta ha disteso le gambe in aria e ha cominciato a piegarle alternativamente senza toccare terra.. ha improvvisato un piccolo esercizio fisico. La vecchina l'ha osservata incuriosita, ha sorriso e ha cominciato a fare lo stesso. Si sono guardate mentre sgambettavano entrambe sulla panchina e hanno riso di gusto, divertite come bambine.

La panchina verde adesso è vuota.
La guardo da qui e penso alle facce buffe che fanno i nonni ai nipotini e a cosa avranno da dirsi tra sè e sè i ragazzi soli.. Se i cani grossi le riportano poi a casa le ragazzine che trascinano via..se quel qualcuno ha poi preso il bus e se c'era a destinazione qualcun'altro ad aspettarlo

Ci penso da qui seduto sul mio sgabello, mentre tiro su i piedi e - improvvisando una specie di esercizio - sgambetto avanti e indietro

01/09/2026

CHI COMANDA?

Il nonno che accompagna le due vivaci nipotine in edicola a scegliersi un regalino, ci prova a tenerle in riga..

" NON SI TOCCA!" riprende la più piccola che smanazza un po' troppo,
" Prima guardi, scegli qualcosa che ti piace, e poi chiedi a me o al signore.. "

ma non fa in tempo a farsi ascoltare da quella, che l' altra da dietro richiama l'attenzione della sorellina sventolando due bustine, una per ogni mano:
" Guarda che carine queste qui!"
il nonno scuote la testa :
" anche te?! ..
NON TOCCARE TUTTO!"

" Nonno ce le prendi, vero??"

Lui mi guarda un po' rassegnato e mi fa:

" a casa mia quando ero piccolo comandava mio babbo, poi mi son sposato e comanda mia moglie. Adesso son messo così.. "
lascia la conclusione in sospeso mentre le due pesti lo tirano di qua e di là indecise tra uno slime tutto rosa e dei patacchini con gli orsetti..
" Insomma: IO NON COMANDO MAI! " conclude con un sorriso amaro.

io gli regalo uno sguardo di comprensione, ma mentre lo osservo risalire in macchina dopo aver aperto le portiere alle sue due principesse, mi è chiaro che in realtà gli interessi ben poco chi comanda, e ad essere sempre messo così - come stamattina- ci farebbe la firma.

Indirizzo

Minerbio

Orario di apertura

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Martedì 06:00 - 13:00
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Mercoledì 06:00 - 13:00
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Giovedì 06:00 - 13:00
Venerdì 06:00 - 13:00
16:30 - 19:00
Sabato 06:00 - 13:00
Domenica 06:00 - 13:00

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